Matrix
Che l’eccellenza dell’antica società greca sia dovuta in parte alla presenza di una radicata cultura schiavista è cosa assodata. Banalizzando il tutto solo la possibilità di disinteressarsi delle occupazioni manuali (da relegare agli schiavi) ha dato l’opportunità ad una ristretta élite di “occupare” il tempo in attività più interessanti.
Insomma, un Omero o un Platone avrebbero mai visto la luce in una società con una struttura politica non-parassitaria? Inutili discorsi da fanta-storia probabilmente.
Facciamo un salto in avanti di un paio di millenni e parliamo dell’India. L’ultimo numero dell’Internazionale mi ha riportato alla coscienza una fatto scomodo, molto scomodo. In un articolo dal significativo titolo “Cavie indiane” si può scoprire come i paesi più poveri, e in particolare l’India, vengano usati come immensi laboratori per studiare e sperimentare nuovi farmaci. Ignoranza diffusa e povertà ai limiti della sopravvivenza di fatto costringono molti indiani a farsi da cavia per avere cure che altrimenti non potrebbero permettersi.
Il fatto disgusta in sé. Ma forse disgusta ancora di più sapere che le cavie in questo caso sono i fortunati. Le non cavie non possono permettersi di ammalarsi. Parafrasando Gramellini come si fa a non considerare etico un programma sanitario che ti offre magari il 50% di possibilità di sopravvivenza se normalmente ne avresti solo il 5?
A questo punto probabilmente vi starete chiedendo cosa abbiano in comune Matrix, i Greci e l’India. Beh, ve le ricordate le immense coltivazioni di uomini? Si direbbe che sono 2000 anni che in un modo o nell’altro continuiamo a fare il tifo per i robot.
There's 0 Comment So Far
Share your thoughts, leave a comment!