Archive for the ‘VIta da gamberi’ Category

24
Apr

Anche i dittatori a volte hanno ragione

Sembra che l’impennata del prezzo del riso non debba proprio arrestarsi e c’è chi sta iniziando a puntare il dito contro le coltivazioni per produrre biodiesel. La domanda è semplice nella sua brutalità: stiamo affamando il terzo mondo per lasciare spazio alle “coltivazioni di carburante” per i “ricchi” della terra?
Non si tratta di fantascienza tant’è che al Parlamento Europeo se ne sta discutendo animatamente proprio in questi giorni.
Intanto tiriamo fuori dal cassetto quel che disse un vecchio dittatore più di un anno fa, che anche se sembra impossibile pure i dittatori a volte han ragione.


“Più di tre miliardi di persone nel mondo condannate ad una morte prematura”

Non si tratta di una cifra esagerata ma, semmai, prudente. Ho meditato molto su questo dopo la riunione tra il presidente Bush e i fabbricanti nordamericani d’automobili.

Lunedì 26 marzo la sinistra idea di trasformare gli alimenti in combustibile è stata definitivamente fissata come linea economica della politica estera statunitense.

Il testo di un dispaccio della AP, agenzia di stampa nordamericana che arriva in ogni angolo del mondo, recita:

“WASHINGTON, 26 marzo (AP). Il presidente George W. Bush ha elogiato lunedì i vantaggi delle automobili funzionanti con etanolo e biodiesel, durante una riunione con i fabbricanti di veicoli in cui ha cercato di dare impulso ai suoi piani di combustibili alternativi.

“Bush ha detto che un impegno dei leaders dell’industria automobilistica nazionale per duplicare la produzione di veicoli a combustibile alternativo aiuterebbe a far sì che gli automobilisti abbandonino i motori funzionanti a benzina, riducendo la dipendenza del paese dal petrolio d’importazione.

“’È un grande progresso tecnologico per il paese’, ha detto Bush dopo aver ispezionato tre veicoli a combustibile alternativo. Se la nazione vuole ridurre il consumo di benzina, il consumatore deve avere la possibilità di prendere una decisione razionale.

“Il Presidente ha sollecitato il Congresso ad avanzare rapidamente nell’introduzione di una legislazione proposta recentemente dal Governo per ordinare l’uso di 132 miliardi di litri (35 miliardi di galloni) di combustibile alternativi per il 2017 e per imporre parametri più esigenti di consumo del combustibile nelle automobili.

“Bush si è riunito con il presidente del consiglio e direttore generale della General Motors Corp., Rich Wagoner; con il direttore generale di Ford Motor Co., Alan Mulally e con il direttore generale del gruppo Chrysler di Daimler Chrysler AG, Tom LaSorda.

“I partecipanti all’incontro hanno discusso misure atte a sostenere la produzione di veicoli a combustibile alternativo, dei tentativi per sviluppare l’etanolo a partire da fonti come l’erba e la segatura e una proposta per ridurre del 20% in dieci anni il consumo di benzina.

“Gli incontri si sono svolti in un momento in cui il prezzo della benzina è in aumento. Lo studio più recente dell’organizzazione Lundberg Survey segnala che il prezzo medio nazionale della benzina è aumentato di 6 centesimi per gallone (3,78 litri) nelle ultime due settimane, arrivando a 2,61 dollari”.

Penso che ridurre e riciclare tutti i motori che consumano elettricità e combustibile sia una necessità elementare e urgente di tutta l’umanità. La tragedia non consiste nel ridurre questi costi energetici, ma nell’idea di trasformare gli alimenti in combustibile.

Oggi si sa con precisione che una tonnellata di mais può produrre in media soltanto 413 litri di etanolo, equivalenti a 109 galloni.

Il prezzo medio del mais nei porti degli Stati Uniti è di 167 dollari la tonnellata. Sono pertanto necessari 320 milioni di tonnellate di mais per produrre 35 miliardi di galloni di etanolo.

Il raccolto del mais negli USA nel 2005, secondo i dati della FAO, è arrivato a 280,2 milioni di tonnellate.

Anche se il Presidente parla di produrre combustibile a partire dall’erba o dai trucioli del legno, chiunque capisce che si tratta di frasi assolutamente irrealistiche. Ripeto: 35 miliardi di galloni significano un 35 seguito da nove zeri!

Seguiranno poi dei begli esempi di ciò che conseguono gli sperimentati e ben organizzati agricoltori degli Stati Uniti rispetto alla produttività di ogni uomo ed ogni ettaro: il mais trasformato in etanolo; i residui di questo mais trasformati in mangime per gli animali con il 26% di proteine; gli escrementi del bestiame utilizzati come materia prima per la produzione di gas. Ma questo, dopo ingenti investimenti, è alla portata solamente delle imprese più poderose, dove tutto deve ruotare attorno al consumo d’elettricità e combustibile.

Applicate questa ricetta ai paesi del Terzo Mondo e vedrete quante persone non consumeranno più mais tra le masse affamate del nostro pianeta. O peggio: concedete ai paesi poveri prestiti per finanziare la produzione di etanolo dal mais o da qualsiasi altro tipo di alimento e non rimarrà in piedi nemmeno un albero per difendere l’umanità dal cambiamento climatico.

Altri paesi della parte ricca del mondo hanno programmato di usare non solo mais, ma anche grano, semi di girasole, di colza ed altri alimenti per la produzione di combustibile. Per gli europei, per esempio, sarebbe redditizio importare tutta la soya del mondo allo scopo di ridurre il consumo di combustibile delle loro automobili ed alimentare i loro animali con i residui della detta leguminosa, particolarmente ricca di tutti i tipi di aminoacidi essenziali.

Gli alcool venivano elaborati a Cuba come sottoprodotto dell’industria zuccheriera, dopo aver praticato tre estrazioni di zucchero al succo della canna. Il cambiamento climatico sta già danneggiando la nostra produzione di zucchero. Grandi siccità si alternano con piogge record, che appena permettono di produrre zucchero per cento giorni, con rese adeguate nei mesi del nostro assai moderato inverno e così manca zucchero per ogni tonnellata di canna o manca canna per ogni ettaro, a causa della prolungata siccità nei mesi di semina e coltivazione.

In Venezuela userebbero l’alcool non per l’esportazione, ma per migliorare l’impatto ambientale del loro combustibile. A prescindere dall’eccellente tecnologia brasiliana per produrre alcool, a Cuba l’impiego della detta tecnologia per la produzione diretta di alcool a partire dal succo della canna è soltanto un sogno o una stravaganza di coloro che si fanno illusioni su quest’idea. Nel nostro paese, le terre dedicate alla produzione diretta di alcool possono essere molto più utili nella produzione di alimenti per il popolo e nella protezione dell’ambiente.

Tutti i paesi del mondo, ricchi e poveri, senza eccezione alcuna, potrebbero risparmiare miliardi di dollari in investimenti e combustibile semplicemente sostituendo tutte le lampadine incandescenti con lampadine fluorescenti, cosa che Cuba ha fatto in tutti i focolari domestici del paese. Ciò rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per resistere al cambiamento climatico senza provocare la morte per fame delle masse povere del mondo.

Come si può vedere, non uso aggettivi per qualificare il sistema ed i padroni del mondo. Questo lo sanno fare in modo eccellente gli esperti in informazione, scienze socio-economiche e politiche onesti che nel mondo abbondano e che studiano costantemente il presente ed il futuro della nostra specie. Sono sufficienti un computer e le sempre più numerose reti Internet.

Oggi ci troviamo di fronte per la prima volta ad un’economia veramente globalizzata e ad una potenza dominante nel terreno economico, politico e militare, che non assomiglia in niente alla Roma degli imperatori.

Qualcuno si chiederà perchè parlo di fame e sete. Rispondo: non si tratta dell’altra faccia di una moneta, ma di varie facce di un altro oggetto, come può essere un dado a sei facce, o un poliedro con molte più facce.

Mi avvalgo in questo caso di un’agenzia ufficiale di notizie, fondata nel 1945 e generalmente ben informata sui problemi economici e sociali del mondo: la TELAM. Cito testualmente:

“Circa due miliardi di persone, da qui a 18 anni, abiteranno in paesi e regioni dove l’acqua sarà un lontano ricordo. Due terzi della popolazione mondiale potrebbero vivere in luoghi dove questa scarsità potrebbe produrre tensioni sociali ed economiche di una tale portata da provocare guerre per il prezioso ‘oro azzurro.

“Negli ultimi 100 anni l’uso dell’acqua è aumentato ad un ritmo due volte superiore al tasso di crescita della popolazione.

“Secondo le statistiche del Consiglio Mondiale dell’Acqua (WWC è la sigla in inglese), si stima che nel 2015 il numero di abitanti colpiti da questa grave situazione aumenterà fino a raggiungere i 3 miliardi e 500 milioni di persone.

“L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha celebrato il 23 marzo la Giornata Mondiale dell’Acqua, chiamando ad affrontare da quello stesso giorno la scarsità mondiale del prezioso liquido, con il coordinamento dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Agricoltura e l’Alimentazione (FAO), con l’obiettivo di sottolineare la crescente importanza della mancanza d’acqua a livello mondiale e la necessità di una maggior integrazione e cooperazione, che permettano di garantire una gestione efficiente delle risorse idriche.

“Molte regioni del pianeta stanno soffrendo una grave scarsità d’acqua e vivono con meno di 500 metri cubici per persona all’anno. Sono sempre di più le regioni che soffrono della cronica mancanza del vitale elemento.

“Le principali conseguenze della scarsità dell’acqua sono la sua insufficiente quantità per la produzione di alimenti, l’impossibilità dello sviluppo industriale, urbano e turistico ed i problemi di salute”.

Fin qui il dispaccio della TELAM.

Non menzionerò in quest’occasione altri importanti fatti, come i ghiacci che si sciolgono in Groenlandia e nell’Antartide, i danni alla fascia dell’ozono e la crescente quantità di mercurio in molte specie di pesci che vengono consumati abitualmente.

Esisterebbero altri temi da affrontare, ma con queste righe ho voluto soltanto fare un commento sulla riunione del presidente Bush con i principali dirigenti delle compagnie automobilistiche nordamericane.

Fidel Castro

21
Dec

Risveglio

Come probabilmente qualcuno avrà notato è quasi un mese che su questo blog non si sente sussurro. La colpa è tutto del lavoro che in questo fine anno con le consegne alle porte mi ha letteralmente sommerso. Non solo non si ha tempo di scrivere, sarebbe il meno, ma non si ha neppure il tempo di leggere, scoprire, viaggiare, meravigliarsi, emozionarsi insomma. La ricetta  è stata semplice, ho chiuso il feed reader, ho chiuso il messanger e ho cercato una sorta di concentrazione totale per distillare il massimo da ogni minuto. I risultati, “lavorativamente” parlando, si sono visti ma, in compenso, ne sono uscito asciugato, con la mente vuota. Così stanco la sera da riuscire al massimo a dedicarmi alla Playstation, oggetto sacro del passatempo che ha il sottovalutato pregio di riuscire procurare piacere senza necessità di interrogare il cervello. Neanche l’onanismo arriva a tanto. Ma questo post iniziato così vuole in realtà parlare di tutt’altro. E’ la celebrazione del ritorno alla vita, un ritorno che ha la forma di uno splendido concerto dei Nouvelle Vague. Che dire? Bello bello bello. Sono riusciti contemporaneamente a risvegliarmi dal mio sonnambulismo intellettivo e a farmi apprezzare un po’ di più Dublino. Scusate se poco.

Già che ci sono ne aproffitto, buone feste a tutti :)

2
Jan

Brevetti assassini

La mancanza di farmaci e i costi eccessivi delle cure uccidono più di guerre e catastrofi naturali.

E’ questa la frase che rimane in testa dell’ultima Campagna di sensibilizzazione lanciata da Medici Senza Frontiere, di una semplicità disarmante, da gelare il sangue. E’ il cocktail micidiale, in senso maledettamente letterale, scatenato dall’incontro di medicina e brevetti: “Il brevetto è un titolo giuridico in forza al quale viene conferito un monopolio temporaneo di sfruttamento dell’invenzione in un territorio ed per un periodo ben determinati, al fine di impedire ad altri di produrre, vendere o utilizzare la propria invenzione senza autorizzazione” (Fonte: Wikipedia). Per esser chiari questo “temporaneo” corrisponde in genere a 20 anni. Per essere più chiari questo monopolio fa sì che i farmaci più nuovi, più efficaci, nei paesi poveri abbiano prezzi proibitivi. Per essere ancora e definitivamente più chiari nel terzo mondo puoi morire per malattie curabili da vent’anni per questioni di brevetto.

Questa è la mia premessa, ma i fatti quali sono? Cito dal sito di Medici Senza Frontiere:

L’India è una delle principali fonti di farmaci generici a prezzi accessibili, incluse molte versioni economiche di medicine contro l’Aids. Questa fiorente produzione di farmaci economici e di qualità è stata possibile perché – fino al 2005 – l’India non riconosceva brevetti sui medicinali.

[...]Il regime di monopolio assicurato dai brevetti fa sì che l’industria possa vendere il farmaco brevettato al prezzo che vuole.

[...] A partire dal 2005 l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ha imposto all’India di concedere i brevetti sui farmaci. Fortunatamente il Governo e il Parlamento indiani hanno approvato una legge molto attenta all’equilibrio tra protezione della proprietà intellettuale e diritti dei pazienti. In particolare la legge indiana stabilisce che i brevetti siano concessi solo per i farmaci veramente innovativi. In questo modo si previene una pratica molto diffusa tra le industrie farmaceutiche che tendono a chiedere brevetti anche per i miglioramenti insignificanti apportati sulle molecole già note e già in commercio.

[...] Nel tentativo di ribaltare la decisione con cui le è stato negato il brevetto sul Gleevec la Novartis [Compagnia farmaceutica svizzera] sta cercando di far dichiarare l’intera legge indiana incompatibile con gli Accordi Internazionali sulla Proprietà Intellettuale (così detti TRIPS) fissati dall’organizzazione mondiale del commercio. In particolare Novartis vorrebbe costringere l’India ad abrogare le misure di salvaguardia per i pazienti contenute nella legge.

Se la Novartis vincerà il ricorso contro la legge indiana, perderemo una normativa indispensabile per assicurare la produzione di medicine a prezzi accessibili. In tutto il mondo moltissime persone sono curate con farmaci made in India: se la Novartis vincerà la causa, la loro vita sarà in pericolo.

E’ un intero sistema, quello dei brevetti, che fa acqua da tutte le parti. Sarebbe da ripensare, da ristrutturare, da rivedere, da abolire nel mondo che non c’è! Ma nel mondo che c’è possiamo iniziare a firmare la petizione per chiedere a Novartis di rinunciare all’azione giudiziaria.

Per saperne di più:

21
Dec

Barzelletta Marziana

Forse non tutti sanno che i Marziani usano gli Umani come gli Umani usano i Carabinieri: quando c’è da raccontare una barzelletta dove c’è qualcuno che fa una cosa stupida, ma veramente stupida, così stupida che non ci si può credere, allora questo qualcuno nelle barzellette marziane è sempre un Umano. Solo che a noi queste barzellette non fanno ridere… forse non le capiamo…

Marzianuccio: Ti faccio un indovinello.
Marzianetta: Vai, vai, spara… adoro gli indovinelli.
Marzianuccio: Sul pianeta Terra sono gli anni ’80, e c’è Mario Rossi che fa il contabile.
Marzianetta: Ok, ci sono… continua.
Marzianuccio: Mario Rossi ogni settimana deve preparare 40 cedolini e ci mette un’ora a cedolino.
Marzianetta: Poretto…
Marzianuccio: Aspetta aspetta, fammi raccontare… dopo 20 anni gli umani si inventano il computer, e ora Mario Rossi per preparare un cedolino ci mette solo più 12 minuti.
Marzianetta: Ok!
Marzianuccio: Quante ore alla settimana lavora Mario Rossi dopo l’invenzione del computer?
Marzianetta: Allora, allora… ci mette un quinto del tempo… ne lavorava 40… 8 ore??
Marzianuccio: No, perché ora deve preparare 200 cedolini!!
Marzianuccio e Marzianetta insieme: AHAHAHAHAHAHAHAHAH

21
Dec

Pubblicità regresso

Era da un po’ che non mettevo piede nella stazione di Porta Nuova. Mi dirigo alla sezione treni… mentre cammino scorgo da lontano aria di novità: davanti ad ogni binario nuovi monitor LCD da 60 pollici o giù di lì. Finalmente le ferrovie si ammodernano, informazioni digitalizzate su arrivi e partenze penso io e intanto mi avvicino…. no, forse no… non ruotano informazioni su questi monitor, ci sono piuttosto le immagini di un film, ok ok è giusto, intratteniamo il pubblico che aspetta i treni in partenza e in arrivo… no, forse no, non è un film, sembra piuttosto uno stacco pubblicitario, anzi tanti stacchi pubblicitari, anzi non c’è nessuno stacco, non stacca da niente, è solo pubblicità… pubblicità a rotazione. Sparata davanti ad ogni binario. Sparata lungo ogni binario. Pubblicità, mentre non sai che fare in attesa di parenti e amici. Metti che ti annoi. Ma la pubblicità è l’anima del commercio! Ci saranno dei vantaggi, sicuramente ci saranno dei vantaggi. Pubblicità = più soldi, più soldi = miglior servizio, miglior servizio = 30 minuti di ritardo del treno che aspetto in arrivo da Milano. Perché 30 è meglio di 40. Ma d’altronde è giusto. Se i treni son puntuali chi la guarda la pubblicità?
Io ci sto, secondo me è un bel modello di business. Anzi, dovrebbe essere imitato. Esteso. Propongo pubblicità su preservativi ed assorbenti. Magari a tema. Viagra e creme depilatorie.

[tags]Trenitalia, Porta Nuova,Pubblicità[/tags]

19
Dec

Vita da gamberi…

Chi mi conosce probabilmente si è già sorbito più una volta una delle mie invettive contro gli oroscopi.

Ma gli oroscopi si devono leggere. Perché a volte si leggono cose come questa:
“Ottimo periodo in campo lavorativo… se sei un lavoratore dipendente è il caso di chiedere un aumento, ma dovrai proporti in maniera accattivante, far capire al tuo capo che vuoi prenderti più responsabilità, che vuoi lavorare di più…”

Aspetta, aspetta… che vuoi lavorare di più?

E questo sarebbe un miglioramento? No, no… questa puzza di vita da gamberi!

[tags]Oroscopo, Lavoro[/tags]