Archive for the ‘Ritals’ Category

14
Jul

Top Gun

Martedì sera mi attende una lezione di Inglese, qui a Dublino. Ho un po’ di paura sapete. No, non per la lezione ma per quello che sta succedendo in Italia. E no, non per i frocioni attivissimi della Guzzanti: vero che qui sono tutti cattolici seri ma di quel che si dice al Papa se ne infischiano. No piuttosto ho paura che qualcuno inizi a parlare della schedatura dei Rom. Ho paura che mi si additi, ecco sì, che mi si additi. Come glielo spiego io che anche se sono Italiano non sono razzista? E come glielo spiego che non tutti gli Italiani sono razzisti?
***
Stasera ho visto Top Gun. L’ultima volta che l’ho visto ero ancora un bambino. Vederlo da grande è qualcosa che ti serve, cogli i particolari. Quando sei piccolo i particolari ti sfuggono. Ci sono i russi cattivi coi caschi neri. E gli americani che li fanno fuori! Wow! Gli aerei che si inseguono, il MiG che esplode e Iceman che grida Yeah. Un uomo intanto è saltato in aria, ma chi se ne fotte no? E Maverick atterra con il suo F14 e tutti “grande, evviva, bravo”. Wow! grida il bambino che guarda. Che americanata, pensa l’uomo. Già, proprio così, che americanata. L’Americano buono, il Russo cattivo, il pilota figo, viva la bandiera, viva la patria. E quale Americano ci convincerà mai che non tutti gli Americani son così?
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Per Dante la pena è quella giusta. Schediamo un’etnia che etichettiamo automaticamente feccia e ladra, e ci ritroviamo giustamente bollati, schedati razzisti per la nostra etnia di Italiani. Siamo come il bambino stolto che mentre grida “Wow! guarda il rom ladro” non si accorge che il resto del mondo adulto grida “Wow! guarda l’italiano razzista”. E ci sgoliamo a raccontare che no, non siamo tutti così, ma è un gridare sordo e inutile il nostro, l’etichetta ormai ce l’abbiamo addosso e chi ce la toglie più? Italiano pizza mafia e razzismo. D’altronde un mandolino chi l’ha mai visto?

27
Dec

Ritals, Italiani

Non so voi ma quando per caso e per sbaglio la radio sputa canzoni di certa italiana gente che canta (e che sinceramente parlando dovrebbe evitare) ho tanta voglia di prendere a “male parole” quell’altro Italiano del Marconi che un bel giorno s’inventò la radio.

Fortuna vuole che più silenzioso anche un altro Italiano canti, canti di gente che migra, di gente che giunge al di qua del mare, di gente che in Francese un tempo era detta “Ritals“, Italiani (ma con aria di disprezzo, così come alcuni di noi danno del “Marocchino” se vogliono offendere).

Questo post è il mio tributo a Gianmaria Testa, al suo Ritals, a tutti gli emigranti:

Ritals

Eppure lo sapevamo anche noi
l’odore delle stive
l’amaro del partire


Lo sapevamo anche noi
e una lingua da disimparare
e un’altra da imparare in fretta
prima della bicicletta


Lo sapevamo anche noi
e la nebbia di fiato alla vetrine
e il tiepido del pane
e l’onta del rifiuto
lo sapevamo anche noi
questo guardare muto


E sapevamo la pazienza
di chi non si può fermare
e la santa carità
del santo regalare
lo sapevamo anche noi
il colore dell’offesa
e un abitare magro e magro
che non diventa casa
e la nebbia di fiato alla vetrine
e il tiepido del pane
e l’onta del rifiuto
lo sapevamo anche noi
questo guardare muto

[Gianmaria Testa]

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