Così titola “La Stampa”:
Ma perché non così?
CRONACHE
Tragedia nella notte a Roma
Folle fuga dalla polizia: un uomo castano travolge e uccide un giovane 20enne.
Foto il furgone guidato da un uomo castano si schianta contro una Citroen.
O così?
CRONACHE
Tragedia nella notte a Roma
Folle fuga dalla polizia: un uomo di un metro è settanta travolge e uccide un giovane 20enne.
Foto il furgone guidato da un uomo di un metro e settanta si schianta contro una Citroen.
***
Sì lo so, è solo una quisquilia. Ma quando riusciremo a renderci conto che la “razza” non è qualcosa che fa notizia, non è un tratto distintivo né più né meno del colore degli occhi o dei capelli, dell’altezza o del peso?
Che ci siano morti di Serie A e morti di Serie B è cosa alla quale ormai ci siamo abituati. Ma ogni tanto riesco ancora a stupirmi.
Ieri mattina apro il sito di Repubblica.it alla ricerca di informazioni sul ciclone del Bangladesh e non trovo nessuna notizia, com’è possibile? Cerco bene, effettivamente mi sono sbagliato, la notizia c’è. In bella mostra, si fa per dire, in compagnia di due articoli di vitale importanza per le sorti dell’umanità dai significativi titoli “Il vaticano: non ci fidiamo di Israele” e “Cda Rai, il Tar cancella revoca di Petroni”.
Ora per carità, nessuno vuole fare drammi. Ma a mio avviso quella che è la scala d’importanza delle notizie non è argomento di poco conto, tutt’altro. Riflette la scala di valori di una Società. Ora la questione è: l’ordine delle notizie viene deciso sulla base degli interessi dei lettori (quindi con un ordine stabilito dai giornalisti sulla base delle previsioni di quanto un articolo possa interessare o meno al lettore) oppure l’interesse del lettore è plasmato sull’ordine e il risalto che viene dato alla notizia da parte dei giornalisti?
Credo sia una domanda alla quale non si possa dare risposta, come chiedersi se venga prima l’uovo o la gallina.
Questo gioco si chiama scopri le differenze.
Le due foto in questione riguardano gli scontri di Bergamo.
La foto a sinistra è stata pubblicata da “Quotidiano nazionale” la foto di destra da “Il Giornale”.
Chi ancora non riuscisse a vedere la differenza si ricordi che “Il Giornale” è di proprietà di Paolo Berlusconi.
E Paolo Berlusconi è il fratello di Silvio Berlusconi.
E Silvio Berlusconi è il proprietario del Milan.
Suvvia… ho detto la parola chiave… non potete non vederlo…
Per apprezzare appieno le doti artistiche di chi ha così abilmente impugnato Photoshop consiglio un confronto degli originali:
http://multimedia.quotidiano.net/data/images/gallery/2007/7541/4.JPG
http://www.ilgiornale.it/art_jpg.php?ID=220120&X=1139&Y=861
Fonte Excite
Una donna è stata uccisa e probabilmente violentata da un ragazzo rumeno di 24 anni.
Condividiamo sinceramente il lutto della famiglia.
Tuttavia ci sentiamo finalmente sicuri poiché giunti a conoscenza che a vigilare sulla nostra incolumità ci saranno le ronde della libertà. Ed esprimiamo inoltre lauta gioia per la ponderata scelta di Napolitano di firmare a tempo di record il decreto legge sulle espulsioni. Confidiamo fiduciosi di poter contare presto sulle ronde anti fumatori incalliti e su un cospicuo rafforzamento dei pattugliamenti in aree ad alta concentrazione di divorziati. Certi inoltre di un intervento congiunto delle forze di polizia con gli studenti della Bocconi per fermare la prossima ondata di violenza, esprimiamo viva felicitazione per un’informazione che ci mostra sempre chiaramente quanto poco faziosa sia.
… stavolta proprio non ci siamo, la domanda è posta in maniera decisamente scorretta. Piuttosto la domanda sarebbe dovuta essere perché la Birmania sì e tutto il resto no? Perché malnutrizione, tubercolosi, malaria, Congo, Cecenia, Colombia, Ciad, Niger, Haiti, Angola, e ancora, e ancora, e ancora no? “Inutile chiedere”, ma comunque sia buona lettura.
Apprendo dal blog di Vittorio Pasteris che è uscita la nuove versione del Corriere, vabbè.
Ma è il commento che Marco Pratellesi lancia dalle pagine del Corriere stesso che fa “sorridere”:
“Tante le novità che potete vedere e tante quelle che verranno nei prossimi giorni. Prima fra tutte la possibilità di una maggiore interazione. Oggi più che mai, siete i nostri “padroni””
No, ma dai? Stiamo a scherzà?? I lettori i padroni del Corriere?? Ma il buon gusto dov’è finito?? Almeno una volta se non si poteva dire la verità sull’argomento “padrone” si evitava la menzogna sfacciata.
E probabilmente zitto zitto fa sorridere anche il Pasteris che introducendo il post con un “secondo Marco Pratellesi i lettori sono più che mai i lettori” sembra pensare “ma che sta a dì questo?!”
Io appartengo a quella stolta categoria di chi crede che la democrazia non sia altro che un grossa grassa bufala ben addobbata per la fiera di paese. Ben inteso, non sto parlando della Democrazia, la Democrazia con la D maiuscola, il modello (anche se su queste ho delle riserve) ma della democrazia con la d minuscola, quella sporca, grigia, grezza, rozza con la quale siamo costretti a confrontarci tutti i giorni.
La mia critica verte fondamentalmente su un punto: non c’è libertà di voto senza informazione. Chi non sa chi, cosa, come sta votando non ha diritto di voto. Guidare bendati non è esercizio della propria libertà ma atto da assassini. Ovviamente mi metto in prima file nella schiera dei disinformati, mi toglierei il diritto di voto seduta stante!
Ma siamo forse noi, i disinformati, i colpevoli? O non è forse colpa di chi vende (dis)informazione per mestiere? Di chi mistifica la realtà in maniera a dir poco imbarazzante? Di di continua giorno dopo giorno con criminale negligenza a non raccontare?
Oh dunque James Madison, questa è farsa o è tragedia?
Nulla potrebbe essere più irragionevole che dare potere al popolo, privandolo tuttavia dell’informazione senza la quale si commettono gli abusi di potere. Un popolo che vuole governarsi da sé deve armarsi del potere che procura l’informazione. Un governo popolare, quando il popolo non sia informato o non disponga dei mezzi per acquisire informazioni, può essere solo il preludio a una farsa o a una tragedia, e forse a entrambe.
James Madison
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… per quanto ne so è la prima volta (brindiamo?). Ovviamente viene subito definita dall’ANSA come una gaf presidenziale (“se ne fa una giusta l’avrà fatta per sbaglio” avrà prontamente dedotto il “brillante” Fausto Gasparroni). Lo ha chiamato Sir (signore). Disdicevole. Assolutamente disdicevole. E’ il santo Padre Lui mica un piffero qualunque. Per fortuna Gasparroni continua puntando tutto sui contenuti: Bush si è dimenticato di baciare l’anello (azz.. due giuste nello stesso giorno, vuoi mettere i vantaggi per l’igiene?), Bush si è seduto accavallando le gambe, il tavolo era rettangolare, le sedie erano bianche, è un miracolo se faccio il giornalista (ah no, questo non l’ha detto).